Trasparenze antiche dalle città Vesuviane:

frammenti di lapis specularis da Pompei e da Ercolano

Tratto dall' articolo di Vega Ingravallo e Maria Stella Pisapia

pubblicato negli Atti del I Convegno Internazionale - Museo Civico di Scienze Naturali di Faenza 26-27 settembre 2013

Lucernari

Nel 1854, il Niccolini dà notizia del ritrovamento, nella Casa n. 57 della via Stabiana di Pompei, del tetto della cucina nel quale erano inserite tegole lucernario, ovvero tegole nelle quali erano inserite lastre di lapis specularis.

Ad Ercolano, nella Casa dello Scheletro, nel ninfeo piccolo, si conserva una grata orizzontale in ferro a chiusura del vuoto dello spazio aperto superiore, questa grata è identica a quelle in situ a Pompei che chiudevano le finestre, formata da piattine di circa 2 cm nelle quali si inserivano tondini a formare la grata, per cui questa similitudine fa pensare che ci troviamo di fronte ad un vero e proprio lucernario vetrato, cosa che a Pompei si potrebbe ipotizzare anche nella Casa della Grata Metallica, nella quale una grata di ferro chiudeva l’apertura superiore dell’impluvium e che ora ha una riproduzione ottocentesca, più semplice. Anche nella Fullonica di Stefanus  a Pompei, lo Spinazzola osserva che i gocciolatoi del compluvium erano stati otturati perché questo era diventato un lucernario in quanto l’impluvium era stato trasformato in una vasca per l’ultimo risciacquo della lana lavorata.

Ercolano, casa dello Scheletro, ninfeo piccolo.

Pompei, casa della grata metallica.